Atti del Quarto Convegno Nazionale
Culture e letteratura della migrazione - "Città identità culture"

Ferrara 15 - 16 aprile 2005

 

 

Presentazione

Di Alessandra Chiappini
Assessore alla Pubblica Istruzione e Politiche per la Pace del Comune di Ferrara

Anche quest’anno Ferrara ha ospitato il Convegno Nazionale “Culture e letterature della migrazione”. Il quarto dal primo avvio dell’iniziativa; il terzo dalla scomparsa di uno dei suoi più convinti assertori e fondatori, Francesco Argento. Il tema è stato quanto mai pregnante e attuale: Città, identità, culture. La città, intesa come comunità di persone che vivono l’una accanto all’altra sul medesimo territorio, che lavorano scambiandosi o condividendo i servizi necessari alla sopravvivenza, che si incontrano, è il luogo con il quale ciascuna persona ha il primo impatto e sul quale naturalmente proietta la propria naturale aspirazione alla socialità e alla felicità. E’ elemento costitutivo dell’identità della persona. L’identità di ciascuno è dunque strettamente connessa con tale aspirazione e ognuno ne ha diritto. Esprimersi liberamente e serenamente attraverso la propria cultura significa anche rendere esigibile un’importante componente di tale diritto. Nella “città migrante” queste proiezioni si incontrano, si confrontano, si spezzettano, si ricompongono. Il convegno di quest’anno ci conferma quanto peraltro già chiaramente emerso dalle precedenti edizioni: l’identità della persona nella città di oggi non è e non può essere statica; è la risultante di processi dinamici che di continuo la mettono in discussione, che possono creare disorientamento, ma che sono anche fonte di inesauribile ricchezza se letti e interpretati nel giusto verso. Il confronto fra le voci dei migranti, portatori di risorse letterarie originali e diverse, espresse nella lingua del Paese che li ospita, genera vitalità nuova ai contenuti e al veicolo espressivo. Sentire la propria lingua utilizzata per raccontare di situazioni, di personaggi, di nomi che sembravano non appartenerci in prima battuta, produce in noi nativi, per il momento stanziali, uno stupore inedito che si traduce in un nuovo stimolo alla conoscenza; nei letterati migranti nuovi spunti di creatività. Per tutti, coerentemente con quanto si diceva, significa una sferzata alla percezione della propria identità e delle proprie certezze.

L’appuntamento annuale con la letteratura e i letterati migranti che si esprimono nella nostra lingua è un supporto straordinario alla cultura dell’integrazione e uno stimolo forte ad assumere coscienza delle velocissime trasformazioni della nostra comunità. Per tale ragione va espressa profonda gratitudine agli organizzatori, in specie al CIES-Ferrara, che riescono a rinnovare ogni anno il piccolo-grande miracolo di questo appuntamento nonostante le crescenti difficoltà.

Il ricordo va di nuovo a Francesco Argento. La sua figura e l’operato dell’organizzazione sono per tutti noi segno di conforto e di speranza, e conferma importante della convinzione che tutti stiamo lavorando gli uni CON gli altri, e non gli uni PER gli altri.



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