Perché fare letteratura oggi?”

Recensione a Un mare così ampio». I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins», di Autrice: Rosanna Morace.

di Christiana de Caldas Brito

 

 


Non è facile parlare dell’opera di Julio Monteiro Martins, scrittore poliedrico, di grande ricchezza stilistica e tematica, autore che sfida i più svariati generi letterari e osa nuovi esperimenti con la sua scrittura. Ci vuole una visione molto chiara per sintetizzare una produzione letteraria così vasta. Rosanna Morace è riuscita in questo intento, offrendoci Un mare così ampio. I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins, edito nel giugno del 2011 da Libertà Edizioni, con il patrocinio e il finanziamento dell’Unione Europea, Repubblica Italiana e Regione Autonoma della Sardegna.

Un mare così ampio (titolo anche di un racconto di Julio Monteiro Martins) è un’immagine che si adatta perfettamente a questa monografia. L’ampiezza del mare, infatti, ricorda con efficacia l’eterogenea e ricca produzione letteraria di Monteiro Martins: romanzi, racconti, poesie, opere teatrali, saggi, prefazioni e adattamenti cinematografici.
Julio è nato davanti al mare della Baia di Guanabara. Da un lato, si trova Niteroi, la sua città. Dall’altro, c’è Rio de Janeiro, dove sono nata io. Nonostante la vicinanza delle nostre città, sono venuta a conoscere lo scrittore in Italia, nel 2000, a Lucca, nel convegno su Letteratura e vita quotidiana, occasione anche della presentazione del suo libro Racconti italiani.
La Morace è nata a Reggio Calabria ma vive in Sardegna, ad Alghero, dopo aver vinto all’Università di Sassari un concorso per una borsa di studio per giovani ricercatori. A Pisa, nella Facoltà di Lettere e Filosofia, ha ottenuto il Dottorato con una tesi sui poemi epici di Bernardo Tasso e sul Rinaldo di Torquato Tasso. La monografia su Julio Monteiro Martins è il suo primo libro e tratta di un argomento assai distante dai precedenti studi cinquecenteschi.
Rosanna Morace inizia ad interessarsi della “letteratura della migrazione” prima come lettrice e in seguito come studiosa. Gli scrittori migranti, secondo lei, offrono “il meglio della Letteratura italiana di questi tempi”.
Madrelingua è stato il primo libro di Monteiro Martins letto dalla Morace che si rende conto di quanto fosse “innovativo l’autore con la sua scrittura fuori dagli schemi e piena di ironia.” Ha letto gli altri libri di Julio e il risultato è che una monografia, che doveva essere breve, è diventata un’analisi completa dell’opera di Monteiro Martins. L’autrice ha intenzione di continuare la sua ricerca e scrivere su altri scrittori e scrittrici migranti. Le interessa studiare la poetica di tali scrittori piuttosto che concentrare la sua attenzione nella loro storia personale. Preferisce analizzare il valore letterario delle loro opere, senza trattenersi sugli aspetti sociologici della migrazione. È giusto e importante considerare la situazione che motiva tale fenomeno, ma bisogna esaminare i prodotti letterari dei migranti con criteri obiettivi.

Il titolo Un mare così ampio - i racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins, stimola la curiosità verso il significato di “racconti-in-romanzo”. La Morace spiega che Julio Monteiro Martins privilegia la forma breve nella sua scrittura. Anche i romanzi di Julio sono dei frammenti indipendenti che si reggono da soli (come se fossero dei racconti) ma con un tema centrale che li unisce e dà loro la struttura di un romanzo. Leggendo questa spiegazione, ho pensato alla psicologia della Gestalt in cui la forma dipende dalle varie parti che la contengono ma, allo stesso tempo, è qualcosa di più della somma delle sue parti. Così, in Julio Monteiro Martins, vari racconti uniti creano una forma nuova, una Gestalt-romanzo.
Colpisce in questo lavoro di Rosanna Morace qualcosa difficile da ottenere e che è un vero regalo ai lettori: la semplicità che altro non è che l’arte di rendere chiaro e accessibile il proprio pensiero, senza appesantirlo con parole o descrizioni superflue.
Libro senza fronzoli, che non guarda ma scruta, non inventa ma rivela, non si perde in affermazioni fantasiose ma si poggia su un’accurata documentazione. La prosa della Morace non diventa mai monotona o ripetitiva. Riesce ad esporre i vari aspetti della creatività di Monteiro Martins, autore che insegna Lingua Portoghese e Traduzione Letteraria nell’Università di Pisa e che ha creato la rivista letteraria “Sagarana” (titolo di un’opera di Guimarães Rosa) on-line ormai da dodici anni. Julio è anche direttore del Laboratorio di Narrativa della “Scuola Sagarana”di Pistoia.
L’attenzione della Morace si dirige non solo alla produzione letteraria dell’autore in Italia, ma prende in considerazione anche le opere scritte in Brasile, esaminando tutto quello che è stato pubblicato da Monteiro Martins, anche negli Stati Uniti, in Francia e in altri paesi.
Il libro della Morace contiene cinque brevi racconti dello scrittore. Secondo Julio, il racconto è “l’apice della scrittura narrativa, la sua massima sfida.” Genere letterario più adeguato alla vita di oggi, il racconto “è teso, tondo, fulminante e tentato dalla perfezione.” Lo scrittore di racconti è per Julio Monteiro Martins “un romanziere posseduto da un poeta.”

Nel capitolo settimo si trova una lunga intervista fatta dall’autrice allo scrittore, che ha dato a Julio l’occasione di offrire ai lettori la sua visione del mondo, le sue idee sulla letteratura e una riflessione sulla propria vita. Oltre ai cambiamenti esistenziali, Julio cambia paese e lingua. La Morace mostra però la continuità dell’approccio poetico di Julio, in Brasile come in Italia, un aspetto che dà alla letteratura di Julio la stessa impronta lungo gli anni. Credo che questa continuità abbia a che fare con il daimon interiore dello scrittore, quella spinta che lo porta a realizzare le proprie potenzialità creative. Nel brano del racconto Un mare così ampio, citato alla pagina 37, lo scrittore fa dire a Fernão de Magalhães (Magellano) portoghese di origine, che mise il proprio talento a servizio della Spagna: … “so che il mondo è una sfera e perciò è proprio allontanandomi dal punto di partenza che potrò fare il giro completo che va da me stesso a me stesso.”

Dice la Morace: “A Julio va il mio più affettuoso e sincero ringraziamento: sia per la sua sempre calorosa e vivace collaborazione; sia per avermi permesso di conoscere da vicino e senza inibizioni o formalismi un uomo dal grande spessore umano e culturale, e dalla personalità dirompente e coraggiosa, Più di tutto, infatti, gli sono debitrice per il senso di libertà che mi ha trasmesso.”
Fondamentale è questa libertà che permette allo scrittore di agire criticamente in un’epoca in cui i valori sembrano soffocati dalla mediocrità e dal consumismo. Julio vede la letteratura come “antidoto ai luoghi comuni” e alla domanda della Morace “Perché fare letteratura oggi?” risponde con delle parole che dovrebbero echeggiare dentro di noi: “L’arte letteraria è rimasta la sola a potere svolgere questo compito immenso di redenzione e di ricostruzione.”

Il disegno della copertina del libro, di Ronnie Orroz, mostra Julio che scrive. Lo sfondo alla figura dello scrittore è anche il suo tessuto interno ossia le parole da lui scritte, quasi a mostrare l’impossibilità di separare lo scrittore dalla sua opera.
Da segnalare che il volume si apre con una bella e spontanea premessa scritta da Mia Lecomte.
Chi fosse interessato al libro, può rivolgersi al sito dell’edizione www.libertàedizioni.net oppure al sito www.libreriauniversitaria.it

Un mare così ampio». I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins».
Autrice: Rosanna Morace.
Libertà Edizioni, 2011, pp. 180, 15 euro.

Christiana de Caldas Brito

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