PaginaZero Letterature di frontiera
Quadrimestrale di letterature, arti e culture

Febbraio 2007 - Numero 10

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Quadrimestrale di letterature, arti e culture

Febbraio 2007 - Numero 10

 

pag. 80 Euro 6,00

 

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L’Editoriale di Mauro Daltin e Paolo Fichera introduce la tematica del numero: la libertà di pensiero e le persecuzioni di cui sono vittima scrittori e giornalisti nel mondo.
Predrag Matvejevic´, tra democrazia e democratura, parla della condanna che lo ha colpito a seguito della pubblicazione di un suo libro. Angelo Floramo ricorda Anna Politkovskaja e dialoga con TomazŠ SŠalamun, il più grande poeta vivente dell'Europa Centro Orientale, e il professore Umberto Cerroni. Raphael D’Abdon ricorda le scrittrici sudafricane incarcerate durante l'apartheid. Melita Richter dà voce a un luogo in cui la migrazione e l'esilio forzati creano la nascita del rapporto con un'altra lingua. Mauro Daltin e Paolo Fichera dialogano con Moni Ovadia e Hans Kitmüller su temi come la libertà di espressione, l'informazione e i nuovi mezzi di comunicazione, oltre ai casi degli scrittori Pamuk e Handke. Katia Paoletti ricorda il poeta ungherese Miklós Radnóti rinchiuso, per la sua origine e le sue scelte di libertà, in un campo di concentramento dove scrisse fino all’ultimo le sue poesie: un simbolo di resistenza contro tutto ciò che vuole soffocare la libertà di espressione.

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"Tra le frontiere fisiche, fatte di permessi, dogane, controlli, possibilità e necessità di attraversare, di migrare, di andare dove vi è una possibilità, di migrare perché altri hanno deciso che quella è l'unica nostra possibilità, si incunea la letteratura, l'essere stranieri in una lingua straniera, l'iniziare il percorso da una lingua-madre a una lingua-altra che accoglie tutti coloro che la vogliono percorrere: le letterature di frontiera.
Il varco in una lingua altra, con tutto quello che comporta, è un passo ammantato da un'altra frontiera che percorrono, restando immobili, milioni di individui: la frontiera dell'informazione. Una frontiera sottile come una pellicola, che non si mostra, che condiziona, crea il pensiero e che si rileva ogni volta che la nostra abitudine si discosta da un binario prestabilito, da una notizia sentita, dall'illusione di essere informati."

(dall'Editoriale di Mauro Daltin e Paolo Fichera)

 

 


 

 

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