PREMIO PER LA LETTERATURA MIGRANTE PER L’INFANZIA 2009

Sono partito dall’altra parte del libro per incontrarti

 

Primo classificato, FASCIA 3-6
IL BAMBINO E LA LIANA, Barbara Pumhosel
Il testo ha una poeticità adatta anche ai bambini più piccoli. Attraverso la lettura il bambino potrà viaggiare in una foresta con alberi, fiori, animali e quindi colori, comportamenti, profumi. La liana è il mezzo per esplorare, ma è anche quella che protegge dalla disattenzione degli adulti. Grazie alla liana si può comunicare, come con un telefono, si può salire, scendere, viaggiare e conoscere. Il bambino e la liana verrà illustrato così che possa essere guardato e riguardato, ricordando le parole che sono state lette ad alta voce, anche senza l'aiuto di un adulto.

IL BAMBINO E LA LIANA

di Barbara Pumhösel

Quando il Bambino ha bisogno di vedere più lontano e più chiaro, va nella foresta.
Va nella foresta, quando non basta la sedia.
Va nella foresta, quando non è sufficiente il tavolo
e nemmeno il piano in alto del pianoforte verticale.

Va nella foresta, quando vorrebbe vedere oltre il cespuglio e non ce la fa perché il cespuglio è più alto.
Quando i suoi pensieri crescono più veloce della sua altezza, quando crescono come le foglie nella giungla e sono tanti come i colibrì.
Quando ha bisogno di vedere un orizzonte più lontano, il Bambino si incammina nel bosco.

Va nella foresta, quando i suoi occhi hanno bisogno di verde, e guardando deve fare il pieno di tutti i verdi, fino alla prossima volta.
Raccoglie con lo sguardo
il verde ago di pino
il verde felce nell’ombra
il verde foglia di ciclamino
il verde frassino di giugno
e il verde foglia di mora
e tutti gli altri verdi che trova.

Va nella foresta e cerca la sua Liana.
Assomiglia a questa linea qui sopra che sembra una corda, anzi, in verità è uguale.
Ma si capisce lo stesso perché una corda non si mette a germogliare.
La Liana del Bambino è speciale e nel bosco fa molte cose:


porta notizie da un albero all’altro, piano piano, mentre cresce.
Gli alberi non hanno fretta se non sono gli uomini di oggi a fargliene, amano la lentezza.

La Liana del Bambino fa da strada alle formiche,
fa da ponte tra alberi e nidi e tane e rami.
Talvolta serve come telefono.
Racconta storie ai cuccioli malati che non devono uscire dal nido
e unisce le chiome degli alberi.

La Liana si allunga e abbraccia tutto.
E se il lupo, come nella storia di Cappuccetto Rosso, le chiede: “Liana, perché hai tante braccia lunghe?”
Gli risponde: “Per abbracciarti meglio!”
E stringe forte anche lui.

Ma se passano adulti chiassosi che vogliono cogliere tutti i fiori e anche l’ultimo funghetto veramente piccino, quando hanno già il cesto pieno, allora la Liana diventa molto ruvida e scostante.
E respinge, fa con le sue braccia e foglie intrecciate un tetto fitto e nasconde tutto.
Diventa un groviglio veramente inestricabile.

Quando, invece, viene il Bambino e vuole parlare con L’Albero o con un suo inquilino in alto, tipo lo Scoiattolo Rosso per fare insieme tipo un discorso sulle noci, ecco che la Liana si avvicina subito.
Sfiora il Bambino, si appoggia ben bene all’Albero e poi si mette in posizione da scala, o da scaleo.


sale
sale
sale
sale
sale
sale
L’Albero è pronto e il Bambino sale

Il Bambino sale sull’Albero, si arrampica come fosse una Liana anche lui.
Ora potrebbe toccare il cielo, ma non lo fa.
Sfiora la corteccia dell’albero.
L’Albero potrebbe toccare il centro della terra con le sue radici, ma non lo fa.

Il bambino guarda lontano, vede cose che di solito non riesce a vedere.
Vede il mondo dall’alto, e vede una nuova linea dell’orizzonte, molto lontana.
è una linea che si sposta leggermente quando lui cambia posizione.
Come fa la sua Liana: ecco, la linea dell’orizzonte sembra un po’ una parente della sua Liana.

Lui sta in mezzo tra le due e gli viene voglia di disegnare linee colorate e allungarle in tutte le direzioni, di far spuntare germogli dalla linea d’orizzonte e di tendere una lunga lunga Liana sopra il mare.


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