Sommario sezioni

salta i contenuti principali a vai al menu

L'uso della parola in politica

Archivio legislatura 2009 - 2014
L’aspetto positivo del fare politica a livello locale, come consigliere del Comune o di Circoscrizione, è il lavorare per la politica del “fare”, non del “dire”. Si ha l’opportunità di mettere le mani nei problemi veri, segnalare situazioni, lavorare per cercare soluzioni e anche avere la soddisfazione di vedere risolte le questioni che i cittadini ti hanno sottoposto. Ci vuole molto tempo e lavoro, perché quando si stringono i cordoni della borsa tutto diventa difficile, ma prima o poi arrivano le risposte positive. La politica del fare è la modalità politica giusta per poter cambiare le cose attorno a noi. E’ qualcosa di simile all’impegno civico, al fare volontariato per la comunità. E’ l’azione più incisiva che scava le rocce, la più costruttiva. L’altra politica, di cui l’Italia è ahimè degna rappresentante, forse per vocazione artistico-letteraria, è la politica delle parole, altrettanto incisiva, ma forse più nelle coscienze che nei fatti, è quella che crea idee e opinioni, che unisce e divide, che sa essere distruttiva e che soprattutto sa dare maggiore sfoggio di sé. I fatti vengono subito dimenticati, ma i fiumi di parole che ci annegano ogni giorno sembrano acquistare forza plasmante, facendo apparire ciò che è come non è, facendoci credere che sia stato realizzato ciò che non sarà fatto mai, o ciò che è giusto come sbagliato e ciò che è sbagliato come giusto. Oggi più che mai il nostro paese appare diviso da conflitti creati da parole che hanno solo valore offensivo e distruttivo; dalle trasmissioni televisive, politiche e non, ai quotidiani, ai comizi in piazza, ai telegiornali, tutto è litigio e scontro verbale, e ultimamente non più solo verbale. Mentre la parola dovrebbe avere la funzione di confronto delle idee, scambio, comunicazione, formazione e crescita culturale.
Sarebbe quindi auspicabile che a livello di politica locale, dove si ha l’opportunità di essere lontani dai grandi scontri dettati dalle logiche di partito e dalla politica del “dire”, essendo tutti i giorni tra la gente comune, e potendo così dedicarsi alla più nobile ed utile politica del “fare”, ci si preoccupasse più di lavorare in maniera costruttiva e di dire cose meno distruttive, per evitare il perenne gioco di sfiduciare i cittadini nei confronti delle istituzioni, dividendo sempre più gli uni dagli altri. Ad esempio in Consiglio comunale, dove sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione sicuramente si adoperano per soddisfare il loro elettorato e per ottenere il meglio per la propria città, ciascuno secondo i propri principi e idee politiche, sono certamente passibili di critiche per il loro operato, purchè non si scada nella quotidiana volgarità a cui siamo ormai abituati come già dicevo, tanto sono esternazioni inutili. Noi consiglieri di maggioranza saremmo più disposti al confronto se non ci si ripetesse spesso che votiamo come automi, privi di capacità di ragione. Del resto chi può decidere che le nostre scelte siano irragionevoli? Saranno sbagliate per chi non la pensa come noi. Chi la pensa in altro modo non è persona che ha la verità in bocca, ma persona portatrice di un’opinione differente. Da quando l’opinione diversa dalla nostra va considerata priva di senno? Chi ha argomentazioni per contrastare e demolire le decisioni di una maggioranza di governo non ha bisogno di aggiungere offese. Chi ritiene che gli “avversari” politici siano decerebrati solo perché votano unitamente, come una maggioranza solida deve fare per garantire un governo stabile alla città, forse considera intelligenti solo coloro che la pensano come lui, peccando in questo di vanità ed egocentrismo. Io personalmente non mi ritengo un automa, pensando a quante domande, discussioni e obiezioni si fanno nel nostro gruppo e dentro alle commissioni. Mentre in consiglio, per rispetto dei tempi e per evitare di riaggiornare i consigli, cosa che costerebbe ai cittadini, riduciamo gli interventi. Quindi mi sembra del tutto logico che la maggioranza sia sulla stessa lunghezza d’onda di una giunta e di un sindaco, poiché essi appartengono quanto meno ad aree politico-ideologiche affini. Così come mi sembra che nel clima di collaborazione e apertura in cui stiamo oggi lavorando, sia da parte della giunta comunale che del sindaco nei confronti dei consiglieri e delle loro richieste, l’uso di parole logoranti e distruttive non abbia senso.
Ultima modifica: 06-08-2010
REDAZIONE: Gruppo Partito Democratico
EMAIL: gruppo-partitodemocratico@comune.fe.it
salta le informazioni sul Comune di Ferrara e vai al sommario delle sezioni di questa pagina
COMUNE DI FERRARA
Piazza del Municipio, 2 - 44121 Ferrara
Centralino: +39 0532 419111
Fax: +39 0532 419389
Codice fiscale: 00297110389