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Intervento in Consiglio Comunale del 7 giugno 2010 sull’istituzione del Registro delle dichiarazioni anticipate di fine vita

Archivio legislatura 2009 - 2014
L’esigenza di metterci attorno a un tavolo e discutere come maggioranza di questo tema, nasce dall’ascolto delle sollecitazioni della società civile, che come consiglieri naturalmente abbiamo il dovere di ascoltare per tentare di tradurle in atti concreti. Una società che non trovando risposte in una normativa nazionale, con coraggio si mobilita interrogandosi, promuovendo dibattiti, convegni, si confronta su questo tema, fa sentire la sua passione civile.

La proposta che abbiamo costruito e che prende spunto sostanzialmente da iniziative già intraprese in altri Comuni (Pisa Firenze Vicenza Roma Modena), da un lato vuole essere un segnale nei confronti dell’amministrazione centrale che appare svogliata quando si tratta di affrontare questioni come queste (che riguardano i cittadini spesso meno urlanti) e appare incapace di mediare per giungere a risoluzioni largamente condivise,
dall’altro lato si vuole supplire in qualche modo a questa mancanza, a questo vuoto legislativo, offerto ai residenti del nostro comune, in modo concreto, gratuito e nella più assoluta libertà, una opportunità, un servizio, esercitando la propria funzione di pubblico ufficiale, che si rende disponibile per la raccolta e la conservazione di dichiarazioni anticipate di fine vita.

Nulla di nuovo pertanto sotto l’aspetto giuridico e tantomeno dei doveri deontologici delle prestazioni medico-sanitarie, ma solamente la possibilità di esprimere la propria volontà in anticipo rispetto ad una possibile futura condizione di incoscienza, definibile come permanente ed irreversibile.

Nel confronto che abbiamo avuto,credo giustamente ci siamo sforzati di spogliarci delle nostre personali convinzioni per affrontare un tema così delicato nel modo più laico (inteso nel significato più alto di questa parola)
I buona sostanza si tratta di un’opportunità nuova, normata da un apposito ed indispensabile regolamento, ma che fondamentalmente non impone paletti costrizioni obblighi, ma uno strumento che consente di esprimere le proprie volontà.
Come si può quindi essere contrari ad uno strumento che lascia liberi?

Ognuno di noi, legittimamente, ha le proprie convinzioni sull’argomento (ideali, religiose) ed è giusto che possa liberamente scegliere, questa iniziativa così come è stata costruita ha il pregio si rispettare queste convinzioni, non limita in alcun modo ne attribuisce diritti a terzi sulle vite degli altri, ma lascia assolutamente liberi di decidere.

Vi sono pareri diversi sull’efficacia giuridica che un tale atto può avere e i giuristi tendono, giustamente dal loro punto di vista, a ridurre questo dibattito in termini formali: che validità è possibile riconoscere a queste direttive anticipate, nel contesto di ordinamenti che non considerano la vita alla stregua di un bene disponibile? Ma credo sia del tutto inutile in questo contesto entrare in questi aspetti che non ci competono.

Il testo è ispirato solo ed esclusivamente a principi di responsabilità e di libertà di coscienza, nel rispetto dalla Carta Costituzionale come richiamato nel documento, dal codice deontologico dei medici.

Lo spettacolo indegno al quale abbiamo assistito due anni fa, a conclusione dell’agonia di una persona durata 17 anni, che anziché consumarsi nell’intimità degli affetti famigliari nella riservatezza del dolore, è stata brutalmente scaraventata su tv, giornali, in strada, addirittura con insulti violenze verbali, dove si ostentava il pregare in piazza, un vero linciaggio morale.
E come se avessimo portato in casa da questo signore lacerato dal dolore, mezza Italia che pretendeva di dirgli come si doveva comportare.
Ci preoccupiamo della privacy solo nelle importanti questioni delle intercettazioni telefoniche, lì si il nostro parlamento è solerte a difendere la riservatezza delle persone.

Da “ la Stampa” di Enzo Bianchi
“Una politica che arriva in ritardo nello svolgere il ruolo che le è proprio - offrire un quadro legislativo adeguato e condiviso per tematiche così sensibili - e che brutalmente invade lo spazio più intimo e personale al solo fine del potere; una politica che si finge al servizio di un’etica superiore, l’etica cristiana, e che cerca, con il compiacimento anche di cattolici, di trasformare il cristianesimo in religione civile.”

Trovo che questi atteggiamenti siano davvero aberranti e penso che se questo provvedimento possa, anche se in minima parte evitare che nella nostra città si possano creare tali situazioni, sia giusto offrire questa opportunità a chi ne sente il bisogno.

Ultima modifica: 30-01-2013
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